Al mercato

Devo averne letto per caso qualche anno fa: Average Camera Pro è una piccola ma deliziosa applicazione per iOS che scatta molte foto (da 1 a 128), a distanza di poco tempo l’una dall’altra (tipo un secondo) e poi le combina insieme. È fatta, dice lo sviluppatore che l’ha progettata, per “produrre immagini con poco rumore in situazioni di scarsa illuminazione”. Dice anche che “a causa del lungo tempo di esposizione, non dovresti tenere il tuo iPhone tra le mani, ma appoggiarlo a qualcosa per ottenere risultati nitidi”.

Ed è vero: bisogna sempre appoggiarsi, per fare le lunghe esposizioni: estratto della lezione numero 0 di fotografia.

Ma cosa succede se infrango la regola? Cosa succede se, mentre l’app fa le foto, io muovo il telefono in giro o mi muovo io con il telefono in mano? Spoiler: succede che alla fine l’app “calcola l’immagine media da queste [foto scattate] e normalizza il risultato”.

Il risultato sono foto in cui emerge il movimento, ma in un modo, mi sembra, frazionato, campionato, e allo stesso tempo emozionante, quasi che la foto fosse fatta all’emozione del momento, più che a quel che sta davanti all’obiettivo.

Questa è una delle prime foto raccolte in questo modo: ero al mercato, ho sfilato il telefono dalla tasca e fatto una passeggiata tra due file di banchi.

Sul telefono, queste foto qui, le tengo tutte in un album che si chiama foto nella media: perché l’app combina le foto facendo la media pixel per pixel, ma anche perché mi fa sorridere che di medio, di convenzionale, in queste foto non c’è quasi niente.

Ecco com’era davvero il mercato quel giorno:

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